Serata di pioggia, ottima per un film e ne ho approfittato per rivedermi un classico, il primo film del grande Massimo Troisi, “Ricomincio da tre”.
Troisi è regista e protagonista del film, uscito nel 1981, nei panni di Gaetano.
Gaetano vive a Napoli in una famiglia alquanto strana, col padre sempre in attesa del “miracolo” che gli faccia ricrescere una mano e un fratello sempre “rinchiuso” tra il gabinetto e la galera. Questa situazione spinge Gaetano a dichiarare all’amico Lello (Lello Arena) la sua intenzione di ricominciare appunto “da tre”, e per questo si trasferisce a Firenze a casa di una zia, dove vivrà alcune situazioni che lo vedranno protagonista di episodi molto divertenti, come quello in cui accompagna l’amico americano Frank a “vendere la religione porta a porta”, e soprattutto a vivere l’amore con Marta.
Nel film Massimo Troisi mette in mostra tutta la sua bravura con le parole e con i gesti, riuscendo a costruire un bellissimo film in cui poter raccontare le sue storie e le sue riflessioni su tanti aspetti della vita e della società. Ovviamente il tutto nella sua lingua, il napoletano, e senza che questo aspetto ci crei troppe difficoltà nel comprendere quello che sta cercando di esprimere, ma anzi facendoci affezionare fin da subito alla sua mimica e all’efficacia del suo linguaggio.
Memorabili la scena in cui Troisi spiega la sua idea su San Francesco, o quella in cui cerca di convincere Robertino a uscire e a non farsi rinchiudere in manicomio dalla “mammina”. Sono splendide e molto poetiche, poi, le situazioni che caratterizzano il rapporto sentimentale con Marta, pieno di insicurezze e di involontari gesti di comicità.
Massimo Troisi non c’è più da oltre tredici anni, ma restano i suoi film e le sue storie, come questa che lo vide guadagnare per la prima volta anche una grande notorietà, un primo passo verso l’esplosione di simpatia e affetto che hanno caratterizzato sempre il suo legame con il pubblico.
Che faceva San Francesco? Parlava semp’ agli ucciell. Stive continuamente ‘int’i recchie’i sti povera bestie caa… si chille vulevan’ sta nu poco tranquill’, no, s’avevan’a sentì a San Francesco dint’e recchie! Non lo so? Cioè! Secondo me, gli uccelli nun’u suppurtavan’ cchiù, a San Francesco, eh! Appen’ o’ verevan’… “San Francesco”! ciuciu ciu! Tutt’ quant’ ca fuivan’ a copp’agli alberi, eh… Secondo me, guarda, pe’ colpa i’ San Francesco, è nata ‘a migrazione degli uccielli! Pecchè chill’ nun’u suppurtavan ‘o!
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Martedì 15 Gennaio 2008 alle 11:54
Bravo! Un attore così meritava un bell’omaggio come questo.
Martedì 15 Gennaio 2008 alle 12:11
grooooosssooooo….
ma soprattutto
GRANDISSIMO!!!!
Martedì 15 Gennaio 2008 alle 17:20
@simona: e anche di piu’!
@stardust: si’ si’ si’!
Martedì 15 Gennaio 2008 alle 21:53
quanti ricordi, e che bravo Troisi. il mio (suo) film preferito però è “pensavo fosse amore e invece era un calesse” credo di sapere tutte le battute a memoria
Martedì 15 Gennaio 2008 alle 23:41
@marlene: me lo ricordo poco… un giorno lo rivedro’
Mercoledì 16 Gennaio 2008 alle 9:39
te lo consiglio. è uno di quei film che sotto la patina lucida della battuta e della risata affronta il tema dell’amore con leggera serietà. per me un mito.
Mercoledì 16 Gennaio 2008 alle 9:40
e aggiungo che il fatto che mi piaccia molto questo film la dice lunga su di me e sul mio modo di percepire i sentimenti. poi mi saprai dire.
Mercoledì 16 Gennaio 2008 alle 14:55
Salutino.
E bel film, davvero.
Giovedì 17 Gennaio 2008 alle 1:13
@marlene: addirittura un film che puo’ farmi scoprire questo tuo modo di pensare?
@Elisa: guarda chi passa di qui ogni tanto!