Oddio mi sto svegliando e sento la risacca
non muovo neanche un dito e cerco di capire
se sono ancora al mondo o il sogno di me stesso
ho timidi ricordi e presunzioni di realtà
capire che è successo ma ci penserò più tardi
quel che mi importa adesso è che nessuno parli
mi sento girar tutto ho echi nella mente
mi do del disgraziato ma so che lo rifarò
oi mama mia que dolor en la cavesa
oi mama mia que dolor pom pom
oi mama mia que dolor en la cavesa
oi mama mia gira tutto intorno
non è per cattiveria o per poca poesia
ma questa donna accanto sento che non è la mia
motivo insufficiente a perder la delicatezza
ma spero che tu ti scorderai di me
L’alba è testimone della mia notte brava
rincaso barcollando senza sentimento
ho la convinzione che bere meno mi bastava
a far ciò che non faccio non facendolo però
oi mama mia que dolor en la cavesa
oi mama mia que dolor pom pom
oi mama mia que dolor en la cavesa
oi mama mia gira tutto intorno
que sin cerveza no hay revolucion
y sin amor la libertad no dura
a veces te lanzas a la aventura
y dos borrachos no hacen el amor
ayer eran promesas y emocion
no se de que me acuerdo y de que no
pero de lo que si estoy segura
que dos borrachos no hacen el amor
oi mama mia que dolor en la cavesa
oi mama mia que dolor pom pom
oi mama mia que dolor en la cavesa
oi mama mia gira tutto intorno
No, non è il consueto post di rassegna dei pesci di aprile e mi dolgo di non aver nemmeno postato qualcosa di divertente in tema.
Ma ormai è tardi e quindi preferisco scrivere per chiedervi di riportare i pesci più geniali, magari tra quelli meno “famosi”, reali o virtuali che siano.
Non siate timidi!
Mentre pensate a cosa riportare, potete gustarvi questo!
Finalmente riesco a riportare anche qui la mia piccola “presenza” sul numero di ottobre dell’unico e inimitabile Vernacoliere, “mensile di satira, umorismo e mancanza di rispetto in vernacolo livornese e in italiano”.
Nella pagina dei messaggi, pagina 30 per la precisione, si fa riferimento al post di questo blog dedicato al cuore pisano del Big Bang di Ginevra. Per chi non avesse modo di godere della lettura del mensile cartaceo, riporto una scansione della rubrica in questione!
Ringrazio l’amico Emi per avermi fatto conoscere i pazzi scatenati della Ukulele Orchestra of Great Britain, facendomi vedere il loro dvd “Anarchy in the Ukulele” (gran titolo!). Non solo sono gran virtuosi dello strumento, con un repertorio di cover di notevole prestigio, ma sono anche personaggi unici sul palco e protagonisti di gag particolarmente divertenti durante l’esecuzione dei brani.
Era il 1986 e usciva “Licensed to Ill”, primo album in studio dei Beastie Boys. Pezzi memorabili, tra cui “(You Gotta) Fight for Your Right (To Party)”, con un video bellissimo. Rivederlo mi fa anche venire in mente che dovremmo davvero fare così, lasciar perdere il perbenismo e goderci davvero la vita, contro tutti quelli che vogliono trasformare ogni giorno di più la nostra esistenza in una sorta di calvario. Altroché le deprimenti elezioni in arrivo…
Virgil: Dopo 15 minuti avevo capito di amarla per l’eternità, e dopo mezz’ora avevo completamente rinunciato all’idea di rubarle la borsetta.
Louise: Presto avremo un bambino. Virgil: Scherzi? Louise: No, avrò proprio un bambino: me l’ha detto il dottore… sarà il mio regalo per Natale! Virgil: Ma a me bastava una cravatta!
Ma cosa avete capito? Sto parlando del computer portatile e non di qualcos’altro. State attenti a non fare come il buon Steven Levy, che nei giorni scorsi ha perso il suo MacBook Air. Sarà finito nel cestino insieme ai giornali? Mi faccio due risate e ribadisco la mia profonda scetticità nei confronti dell’ultima creazione di Steve Jobs e compagnia, nonostante sia un fiero e soddisfatto di proprietario di iBook e MacBook, su cui naturalmente gira quasi esclusivamente Debian GNU/Linux.
Anche il film è bellissimo, come il fumetto, del resto. Ho sempre apprezzato tantissimo le storie di Marjane Satrapi pubblicate su Internazionale, e poi anche la raccolta completa di Persepolis. Andate a vederlo e portate con voi tanti amici, non ve ne pentirete. La resa del film è eccellente, un gioco di tratti in bianco e nero che riescono a trasmettere molto di più di tanti colori, che compaiono soltanto in alcune scene parigine. I volti dei personaggi sono poco più che abbozzati, ma così vivi e espressivi e le inquadrature spesso rievocano un espressionismo ricreato con luci e ombre. Un modo piacevolissimo, nel contempo triste e divertente, ma sempre profondo di scoprire la storia di una ragazza nel contesto della storia di un paese, l’Iran, ignorando tutte le sciocchezze che ci raccontano i media di regime ogni giorno.