Benigni adesso legge anche la Bibbia e si atteggia da alto prelato…
“Che dire di fronte a un autore cosi’ elevato?”. Sono le uniche parole che Roberto Benigni, lo sguardo rivolto al cielo mentre prende posto in auto, ha concesso ai giornalisti dopo aver preso parte alla lettura in diretta della Bibbia nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Tanti sorrisi e ampi gesti di saluto dall’interno della vettura ma per il resto Benigni non ha concesso altro. Il regista e attore toscano e’ stato il quarto a leggere dalla Bibbia, dopo Papa Benedetto XVI, il vescovo Ilarion e la moderatora delle Chiese valdesi in Italia, Maria Bonafede.
Io vorrei essere là dove i soldati muoiono senza sapere dove senza saper perchè Vorrei essere là per dire a quei soldati “Chi mai coltiverà domani il vostro campo?” Vorrei essere là però, io non ci posso essere perchè anche nel mio campo, qui, c’è ancor tanto da fare Io vorrei essere là dove i bambini imparano che il mondo in cui viviamo è tanto tanto grande Vorrei essere là per dire a quei bambini che pure tanta gente non ha un posto per vivere Vorrei essere là però, io non ci posso essere perchè non ho trovato ancora il mio posto nel mondo Io vorrei essere là Io vorrei essere là…
“Il desiderio di spingere il mondo in una determinata direzione, di cambiare le opinioni degli altri su quale sia il tipo di società per cui valga la pena di lottare: ancora una volta, non esiste un libro autenticamente immune da pregiudizi politici. La posizione secondo cui l’arte non dovrebbe aver niente a che fare con la politica è gia una posizione politica.”
“Ringrazio Prodi per lo splendido e prestigioso incarico di ministro, anche se è stato drammatico”
“Lavorerò con tutte le forze che saranno disponibili a prendere in mano la bandiera della libertà e della giustizia senza le quali non c’è politica che non sia avvilente pratica politicante”
“Mi batto e mi batterò per un governo e una maggioranza in grado di ridare un senso alla giustizia”
“Mancata solidarietà di amici e alleati, timorosi di subire anch’essi la gogna mediatica, l’attacco strumentale e fazioso di ministri che dovrebbero guardare il loro passato e riflettere più che aggredire il presente e il futuro dei loro compagni di banco”
“I dettagli per quanto dolorosi e avvilenti di un’inchiesta giudiziaria faziosa e pregiudiziale, condotta con abuso di regole inquisitoriali, a partire dal ruolo inaudito e patologico delle intercettazioni. Un’inchiesta che si è presto trasformata in gogna mediatica, privazione della libertà personale di una mia familiare incensurata e sempre a disposizione dell’autorità penale”
Quante parole… ma non avrebbe fatto molto prima a dire semplicemente di essersi accorto di trovarsi in un governo in cui non ci sono abbastanza esponenti della sua “grande famiglia”?
Sono sopravvissuto ai piacevolissimi nonché impegnativi festeggiamenti e alla bevuta illimitata, garantita a tutti dall’evento organizzato da un amico.
Ordunque, brindiamo sulle note del compianto Piero Ciampi e di una delle sue canzoni, una di quelle che mi sono sempre rimaste impresse, “Il vino”.
Il video in questione è ancora più “istruttivo”, perché con dei simpatici foglietti ci racconta qualcosa in più sul grande Piero.
“Questa vita è corta, è scritto sulla pelle”, cantava, e così è stato.
Il vino
Com’è bello il vino
rosso rosso rosso,
bianco è il mattino,
sono dentro a un fosso.
E in mezzo all’acqua sporca
godo queste stelle,
questa vita è corta,
è scritto sulla pelle.
Ma com’è bello il vino
bianco bianco bianco,
rosso è il mattino,
sento male a un fianco.
Vita vita vita,
sera dopo sera,
fuggi tra le dita,
spera, mira, spera.
Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino,
non avevano leggi per punire un blasfemo,
non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte,
mi cercarono l’anima a forza di botte.
Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo
lo costrinse a viaggiare una vita da scemo,
nel giardino incantato lo costrinse a sognare,
a ignorare che al mondo c’è il bene e c’è il male.