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Siamo sul Vernacoliere

venerdì 7 novembre 2008

Finalmente riesco a riportare anche qui la mia piccola “presenza” sul numero di ottobre dell’unico e inimitabile Vernacoliere, “mensile di satira, umorismo e mancanza di rispetto in vernacolo livornese e in italiano”.

ilVernacoliere Ottobre 2008

Nella pagina dei messaggi, pagina 30 per la precisione, si fa riferimento al post di questo blog dedicato al cuore pisano del Big Bang di Ginevra. Per chi non avesse modo di godere della lettura del mensile cartaceo, riporto una scansione della rubrica in questione!

Messaggi - Vernacoliere Ottobre 2008

Lunga vita al Vernacoliere!

Ciao, Angese!

martedì 12 febbraio 2008

Si è spento a 56 anni Sergio Angeletti, in arte Angese, splendido e indimenticabile vignettista. Ricorderò sempre con piacere i suoi disegni sul Cuore del tempo che fu, su Linus e sulla Smemoranda. Proprio dal sito della Smemoranda, ecco una raccolta di disegni dell’amico Sergio.

Angese - 1992
Angese - Mafia

Riporto dal suo blog le parole di Jacopo Fo.

“Sergio ha collezionato una quantita’ incredibile di porte sbattute in faccia. L’unico lavoro che gli era restato era uno spazio quotidiano sulla Nazione-Resto del Carlino, pagato una cifra vergognosamente bassa. Uno spazio concesso quasi con fastidio, in una situazione nella quale qualunque sua proposta veniva bruciata sul nascere. Sopravviveva in quello spazio perche’ non aveva altro e non voleva smettere di raccontare, comunque, a un grande pubblico. Un genio al quale e’ stato impedito di lavorare, di produrre le sue infinite idee.”

“Sergio se ne e’ andato con grande eleganza, magro da far paura, con in testa il basco con la stella rossa, la barba quasi bianca, estremamente bello anche se scheletrico.”

“In quest’Italia di merda ci sono cose che funzionano in modo straordinario. In questi 2 mesi e mezzo di agonia abbiamo avuto contatti con diversi ospedali e cliniche, pubbliche e private. E abbiamo trovato isole di efficienza e di malsanita’ a volte divise solo da una porta. Nell’ultimo mese siamo finalmente approdati a una struttura pubblica assolutamente incredibile in Italia. Si tratta dell’Hospice di Perugia, clinica per le cure palliative, diretta dal professor Manlio Lucentini, con il quale collabora come psicologo il dottor Paolo Pannacci. Si tratta di un luogo confortevole, colorato, con camere grandi per ogni singolo malato con un letto a disposizione di un parente. Sala da pranzo comune con libreria, divani, cucine a disposizione. Infermiere e dottori sono gentilissimi e presenti in modo premuroso e amorevole. E soprattutto queste persone riescono a compiere il miracolo di farti arrivare alla morte senza dolore aiutandoti anche psicologicamente. Il che in Italia e’ moltissimo, visto che siamo agli ultimi posti nella graduatoria mondiale dl consumo degli antidolorifici per i malati terminali. Queste persone hanno accompagnato Sergio, giorno per giorno sostenendolo in ogni modo. E in questo nella disgrazia e’ stato fortunato. Sergio ha avuto una morte dura, con una lunga estenuante agonia. Ma certamente ha avuto sopra tutto il grande dono della presenza di Ceres, la sua amatissima moglie che si e’ prodigata al di la’ del possibile, standogli vicino giorno e notte in un modo che poche persone riescono a fare. E credo che questo, insieme all’affetto degli amici che sono venuti a trovarlo da tutta Italia, sia stato per Sergio una giusta consolazione, un riconoscimento di quanto il suo amore, la sua amicizia e il suo lavoro siano stati per noi un regalo importante. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’esistenza dl’Hospice, di uno spazio umano dove Sergio ha potuto concludere con dignita’ la propria vita.”

“Il corpo del grande Sergio Angese, verra’ bruciato. Le ceneri saranno sepolte nel territorio libero dell’Universita’ di Alcatraz secondo le sue ultime volonta’. Sulla strada che va alla torre, la’ dove sono le pietre dipinte, seppelliremo l’urna con le sue ceneri sotto una grande pietra sulla quale sara’ dipinto Astarte, il suo cavallo.
Chi passera’ da quelle parti potra’ parlare ad Angese. Lui ha promesso che ascoltera’. Che tu possa cavalcare in eterno nelle praterie del cielo.”

Satira e scala di valori

mercoledì 12 dicembre 2007

Sempre a proposito della cancellazione di Decameron su La7, vorrei semplicemente riportare, dal blog di Daniele Luttazzi, la sua replica a Ezio Mauro, direttore di Repubblica:

Al Direttore di Repubblica:

è disarmante vedere firme celebri annaspare di fronte alla satira e alla sua natura. Quello della volgarità, da sempre, è il pretesto principe di chi vuole tappare la bocca alla satira. Che sia chiaro una volta per tutte ( i furbastri più o meno interessati mi hanno un po’ stufato ): la volgarità è la TECNICA della satira. Con questa tecnica, la satira esprime idee e opinioni. Censurare la satira ( in nome del cattivo gusto o di altri princìpi volatili e capziosi ) è censurare le opinioni. E’ fascismo. Chi si attarda in disquisizioni sul buon gusto è un censore. Punto. L’unico limite lo stabilisce la legge: diffamazione, calunnia. La satira è arte: o è totalmente LIBERA, o non è satira. Se io parlo del sostegno immondo di Ferrara alla guerra criminale di Bush, Blair e Berlusconi in Iraq, e voi vi scandalizzate dei toni satirici invece che di Abu Grahib o del napalm a Falluja, la vostra scala di valori è corrotta. Era questo il significato di quel monologo. Come volevasi dimostrare.

Daniele Luttazzi

StruzzoIlluminante, soprattutto il punto che mi sono permesso di evidenziare in neretto. Una constatazione molto semplice e molto triste. E adesso continuate pure a ruzzare, struzzi che tirate fuori la testa dalla sabbia solo per sparare palate di bieco moralismo!


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