Mio fratello è figlio unico

Mio fratello è figlio unico“, così come è unico il personaggio che resta impresso dopo aver visto questo film. Parlo di Accio, interpretato da un brillante Elio Germano, fratellino di Manrico (Riccardo Scamarcio) in questa storia che affronta non pochi aspetti di un periodo complesso e controverso della storia italiana. Germano convince, nel ruolo del fratellino che imbocca tante strade (quella religiosa e poi quella fascista, per poi abbandonarla), mentre l’idolo delle teenager Scamarcio resta sempre un personaggio poco profondo e forse anche poco “cinematografico”.

Elio Germano

Elio ci regala una profonda caratterizzazione di Accio, controverso personaggio, sempre in preda ai dubbi e agli errori, in un contesto storico che cambia e si modifica pesantemente intorno a lui.

Dopo aver visto questo film ho ripensato anche al suo ruolo nel Napoleone di Virzì; anche in quell’occasione il ruolo dello scrivano che prova ad uccidere il tiranno si era dimostrato particolarmente rilevante.

In “Mio fratello è figlio unico” Luchetti costruisce una storia profonda e intensa, in alcuni tratti forse un po’ romanzata, intorno alla famiglia e alla situazione sociale italiana degli anni ’60/’70. Lotte politiche, movimenti che cambiano e si trasformano, devastazione sociale e culturale sono solo alcuni punti che spuntano fuori in questa storia. Insieme a Germano, colpisce molto anche l’interpretazione della madre Amelia (Angela Finocchiaro).

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