Il trucido e lo sbirro

Serata casalinga con visione di una pietra miliare del cinema “poliziottesco“, o poliziesco all’italiana che dir si voglia. La letteratura sostiene che il termine sia nato per indicare un sottogenere del genere poliziesco, che predilige azione e violenza, prendendo spunto però anche da altri generi come noir e horror. Il filone ha anche una presunta origine dallo spaghetti western, e la conferma di questo la possiamo trovare anche nel film che andiamo adesso a introdurre, che inizia con una proiezione di un western all’italiana all’interno del carcere.

Il trucido e lo sbirro“, di Umberto Lenzi, rappresenta anche la prima apparizione del personaggio di Monnezza, icona comica interpretata in numerosi film da Tomás Milián.

Il trucido e lo sbirro

Il film non è un capolavoro, ma l’idea di mettere insieme il poliziotto (il commissario Sarti) e il ladro (Monnezza) nel tentativo di salvare una bambina rapita e malata, non è male e il ritmo del film (tra scene d’azione, inseguimenti vari e interessanti spunti del protagonista) lo rende godibile. Oltre a Monnezza non sono male neanche i personaggi degli altri criminali che ruotano intorno alla storia; su tutti Il Calabrese e Er Cinico.

Il film cerca anche di ricostruire l’atmosfera italiana di quel periodo inserendo addirittura in una delle scene l’assassinio di un non ben precisato nobile a capo di un’azienda, e sottolineando in un altro momento la poca simpatia e la poca collaborazione tra polizia e carabinieri. Gli spunti poi rimangono tali e non diventano più profondi nel corso del film.

Interessanti e azzeccate risultano le musiche di Bruno Canfora, e non possiamo fare a meno di sottolineare la chiusura del film con “La ballata del trucido e lo sbirro” di Giorgio Cascio.

Alberto Pallotta, nel libro “Quel fenomeno der Monnezza” (di cui suggerisco la lettura), fornisce anche qualche cifra sul successo del film nelle sale. Uscì nel 1976 e in 603 giorni di programmazione (16 città italiane) incassò oltre 500 milioni di lire, piazzandosi al 34° posto nella classifica di quell’anno.

Chiudo questa presentazione con un paio di citazioni dalle battute del film.

Commissario Sarti: “Sono uno sbirro”
Monnezza: “E io un trucido. Siamo una coppia der cazzo!”

Monnezza (rivolto ad un carabiniere): “Per colpa de li preti e de santippe, viviamo a forza de cambiali e pippe”

3 Risposte to “Il trucido e lo sbirro”

  1. Cle` Says:

    Un must del cinema italiano =)
    Ma non tralascerei “Il cinico, l’infame e il violento” e nemmeno “La luna” di Bertolucci.

  2. christian Says:

    Notevole il primo. Credo di non conoscere il secondo.
    Adesso pero’ per rispettare la cronologia dovrei considerare “La banda del trucido”, che riprende i temi di quello precedente, ma e’ di gran lunga superiore!🙂

  3. La banda del gobbo « fraseggio e folleggio Says:

    […] La banda del gobbo Finalmente sono riuscito a vedere anche “La banda del gobbo” e posso quindi portare avanti il progetto di recensioni dei poliziotteschi del filone romano, iniziato alcuni mesi fa con “Il trucido e lo sbirro”. […]

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