La protezione divina, adesso anche al volante

Leggo su Motori Blog che il Consiglio Pontificio per la Pastorale dei migranti e gli itineranti, di cui ho sempre ignorato l’esistenza, ha deciso di aiutarci anche quando siamo per strada e per questo ha pubblicato un documento dedicato a “viaggiatori, prostitute, bambini senza famiglia e barboni”.

Cardinali e monsignori vari ci ricordano dell’esistenza di “Persone che hanno ormai trasformato le strade del mondo in un palcoscenico di prepotenza, violenza, egoismo, omicidi, bestemmie”. E meno male che c’è il Vaticano a ricordarcelo, altrimenti da soli non ci avremmo mai pensato e avremmo insistito nel dare la colpa alla criminalità, alla corruzione, al malgoverno, alla mancanza di responsabilità e rispetto che ormai domina le nostre esistenze, per strada, in casa, in chiesa e nel Palazzo.

Ma i nostri simpatici eroi non si limitano alla constatazione, e ci propongono l’ultimo ritrovato in fatto di sicurezza stradale: la “protezione divina”. Il manualetto fornisce utili consigli su come mantenere attiva questa protezione in tutti i nostri spostamenti, a partire dai momenti che precedono la partenza: “Il ricorso ai nostri intercessori celesti non deve far dimenticare l’importanza del segno della croce, fatto prima di iniziare un viaggio”.

Non trascura poi di constatare quanto sia sbagliato il modo in cui molte persone si comportano al volante: “I comportamenti poco equilibrati variano a seconda delle persone e delle circostanze: mancanza di cortesia, gestacci, imprecazioni, bestemmie, perdita del senso di responsabilità, violazioni deliberate del codice della strada”. Questo significa insomma che i prelati non ce la fanno più a vivere in mezzo al traffico e per questo occorre la conversione di tutti i pirati della strada e di quelli che fanno le corna a chi non gli ha dato la precedenza. Non mancano poi i riferimenti alla guida in stato di ebbrezza dovuta a sostanze alcoliche e/o stupefacenti, e qualche bacchettata al permissivismo dello stato che lascia guidare un po’ tutti: “il pericolo derivante dalle minimacchine (citycar) affidate a giovanissimi e adulti privi di patente, e quello dell’uso spericolato dei ciclomotori e delle moto”. Quello che stupisce è il fatto che manchino le proposte per istituire un test che, in fase di rilascio della patenti, valuti anche l’idoneità spirituale del candidato.

Il manualetto pare non chiarire come sia regolata con precisione la protezione divina nei confronti di chi la invoca e di chi invece se ne infischia. Forse ci sarà in futuro un regolamento attuativo? Per il momento quindi…

“Vai con Dio e dai gas!”

Papamobile (Foto di imnewtrymeSome rights reserved)

3 Risposte to “La protezione divina, adesso anche al volante”

  1. baBO.it Says:

    “Il ricorso ai nostri intercessori celesti non deve far dimenticare l’importanza del segno della croce, fatto prima di iniziare un viaggio”.

    Conosco un paio di amici per cui il segno della croce ad inizio viaggio te lo fai SEMPRE e COMUNQUE…..

    Saluti

  2. christian Says:

    Effettivamente, il segno della croce potrebbe sembrare un gesto poco rispettoso nei confronti di chi si appresta a guidare!🙂

  3. Vota Torquemada « fraseggio e folleggio Says:

    […] Dopo i pirati della strada, adesso tocca a tutti i dissidenti delle altre […]

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