Prima l’UDC ci prende per le Mele…

Hanno scritto già in troppi sulla storia di Mele, parlamentare dell’UDC protagonista della nottata in suite, con squillo e cocaina. Ci ha già deliziato Mele raccontandoci delle scuse tanto divertenti quanto assurde. Poi è arrivato Cesa, segretario del suo partito, che ha pensato di rincarare la dose proponendo addirittura di dare più soldi ai parlamentari, in modo da facilitare il loro ricongiungimento con le moglie e quindi evitare ulteriori “sputtanamenti”.

Io invece preferisco commentare le parole della sfortunata squillo trentenne protagonista della vicenda insieme a Mele e finita all’ospedale, evento questo che ha scatenato tutto il polverone successivo. Leggo l’intervista pubblicata da Repubblica e non posso fare a meno di commentare alcune affermazioni quantomeno curiose.

Prima di tutto la signorina conferma di essere stata presentata a Mele quella sera e alla richiesta se il parlamentare fosse a conoscenza della sua attività risponde molto chiaramente:

“Certo, come no? Ma se la prima cosa che ha fatto è stata quella di darmi i soldi, ma andiamo…”

Alla precisa richiesta del giornalista di fornire i dettagli economici dell’operazione la signorina risponde disperata:

“Sono rovinata, i miei clienti hanno capito che sono io e nessuno mi chiama più. Io ho un mutuo da pagare, i Rid, come faccio se non lavoro più? Io uso il mio nome, quello vero, perché sono una persona vera. E adesso mia madre e mio fratello hanno scoperto tutto e non mi parlano più, la persona con cui stavo, che sapeva benissimo tutto, mi ha lasciata dall’oggi al domani, non ho lavoro, non ho un compagno, non ho una famiglia, sono distrutta”

Cosa possiamo dire? Certo, un brutto colpo, ma non riesco a capire cosa voglia dire quando sostiene di usare il suo nome e cognome in quanto “persona vera”. Forse i suoi clienti non ne erano abbastanza sicuri neanche dopo una notte passata insieme?

Tutto questo poi fa ancora più riflettere perché alla fine dell’intervista la signorina dice:

“Sa quanti mi hanno chiamata dicendo: lo so che sei tu. Nel nostro ambiente mettersi troppo in vista, finire sui giornali non va bene. Io sono una persona comune, voglio vivere una vita anonima”

Come si fa ad usare il proprio nome e cognome e allo stesso tempo voler rimanere anonimi e non finire sui giornali? Non è un po’ un rischio, a maggior ragione quando i clienti erano persone ben in vista come i parlamentari? Non ci dilunghiamo nell’analisi proprio perché non abbiamo sufficienti elementi per giudicare.

Ecco poi la smentita decisa nei confronti della tesi di Mele, che dice di aver dormito:

“No, nessuno ha mai dormito quella notte. Siamo rimasti dalle 2 alle 5 del mattino, in tre in una stanza”

E mi pare anche giusto, per salvaguardare la propria professionalità e dimostrare che quando si tratta di lavoro le cose si fanno sul serio! Via, Mele, ci dica almeno se è stato soddisfatto o no del servizio! Com’era il rapporto qualità prezzo?

Non dico altro, è già stato scritto fin troppo e sinceramente leggere affermazioni di finto moralismo mi fa ancora più arrabbiare. I cittadini, giustamente direi, dovrebbero far finta di niente perché del resto i parlamentari sono persone, coi loro errori, le loro debolezze e i loro vizi. Peccato però che poi questi parlamentari siano gli stessi che ogni giorno lavorano per attaccare tutti i cittadini a colpi di leggi bigotte e liberticide, arrogandosi il diritto di decidere come deve essere o non essere la nostra vita, da tutti i punti i vista, compreso l’ambito del sesso e non soltanto quello delle sostanza stupefacenti.

Comunque, tutta la storia puzza non poco e c’è già chi, tra i parlamentari, non è convinto.

7 Risposte to “Prima l’UDC ci prende per le Mele…”

  1. m. Says:

    Il problema sta proprio nel fatto che quattro porcelloni decidono più o meno di tutto. Della nostra sfera privata per prima cosa. Non è tanto il moralismo che fa incazzare. E nemmeno le parole della pulzella. Che in ogni caso avrà comunque la sua dose di pubblicità, per cui non mi preoccuperei per lei quanto per le nostre future letture.
    E’ il fatto che Mr. Apples ha già avuto diversi problemini per i suoi vizietti, soprattutto quello del giuoco (d’azzardo, ovviamente).
    E, coumunque, fino a ieri decideva, per l’appunto, della liceità dei nostri.

  2. patricia Says:

    Basta che tra qualche tempo non ce lo ritroviamo, redento, seguendo le orme delle Lapo’s way….

  3. Emma Woodhouse Says:

    Io mi soffermere sui suoi precedenti.
    A me sembra inquietante il fatto che, quando era stato scoperto che usava i soldi delle tangenti per giocare d’azzardo, il suo partito non l’abbia fatto dimettere.
    E adesso sì.
    In fondo andare a puttane e consumare droga è una cosa che riguarda la sfera privata, mentre prendere soldi per cambiare la gestione della cosa pubblica e sperperarli è una cosa che pesa per un parlamentare.

    Ma si sa che per l’UDC importa solo ciò che del sesso fai in pubblico.

  4. cattiva1981 Says:

    Non saprei dire chi dei 2 è più scemo…

  5. scratty Says:

    Vogliamo parlare anche del ridicolo test antidroga al quale oggi molti dei nostri parlamentari si sono sottoposti?

  6. dandyna Says:

    Si è pure vantato di essersi dimesso e del coraggio che gli ci vuole per affrontare una vita distrutta. A me fa ridere la gente che dice così. Mi sembra che la sua vita fosse bella marcia già da prima, se andava con le prostitute e le ( o si) riempiva di cocaina. Questo mi fa ridere. Che sia uno dell UDC invece mi fa incazzare, perché questi son gli stessi che hanno sono andati fino a roma per recitare sotto la benedizione del papa, i sani e sacri valori della famiglia italiana.

  7. christian Says:

    @m.: e’ proprio quello che fa alterare…

    @patricia: quello mi interessa fino ad un certo punto… che faccia cosa gli pare, basta non venga a rompere🙂

    @Emma: gia’, ma qua sono tutti buoni a fare i censori in casa degli altri.

    @cattiva1981: forse siamo noi gli scemi?🙂

    @scratty: no, guarda, mi fa ridere, meglio non parlarne. Ne vuoi parlare tu?

    @dandyna: ma per me possono andare dove gli pare con chi gli pare, purche’ la smettano di estendere il dominio vaticano al mondo intero. Non ne posso proprio piu’ di questa storia… uno straccio di laicita’? macche’ uno straccio! laicita’ in tutti i sensi e senza limiti!

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