Archive for the ‘innovazione’ Category

Pulizie di primavera

martedì 13 maggio 2008

tastiera apple

Rieccomi, torno a scrivere e cambio argomento. Sarà un classico o forse no, ma anch’io stavolta mi faccio prendere dal tormentone delle tastiere zozze! L’ispirazione mi è venuta leggendo un post di Coding Horrors, suggeritomi da Fabio, instancabile spacciatore di link. Tra i tanti metodi classici per la pulizia della tastiera ho così scoperto anche quello della lavastoviglie. Pare affidabile e semplice, anche se assolutamente sconsigliato dai produttori! Si può scegliere addirittura se smontarla preventivamente oppure no. Nel secondo caso occorre naturalmente aspettare qualche giorno in più, in modo che si asciughi completamente.

L’ho già suggerito a un certo numero di amici dotati di tastiere ai limiti della (in)decenza. Forse con questo sistema riusciranno a mantenere almeno un minimo di igiene in un oggetto che ormai si presenta sempre più spesso come una vera e propria “protesi” dell’essere umano.

E per il mouse, invece, come si fa? non ci è dato saperlo!

(Sì, ho una tastiera apple come quella della foto, in ufficio, e ne sono diventato fortemente dipendente)

Ce l’avete piccolo?

martedì 18 marzo 2008

Ma cosa avete capito? Sto parlando del computer portatile e non di qualcos’altro. State attenti a non fare come il buon Steven Levy, che nei giorni scorsi ha perso il suo MacBook Air. Sarà finito nel cestino insieme ai giornali? Mi faccio due risate e ribadisco la mia profonda scetticità nei confronti dell’ultima creazione di Steve Jobs e compagnia, nonostante sia un fiero e soddisfatto di proprietario di iBook e MacBook, su cui naturalmente gira quasi esclusivamente Debian GNU/Linux.

Internet: paura e ignoranza

giovedì 19 luglio 2007

Leggo sempre con molto piacere gli articoli di Manuel Castells su Internazionale. Castells è un sociologo spagnolo, esperto in comunicazione e tecnologia, con una lunga esperienza in molte università e centri di ricerca europei e americani.
L’ultimo articolo, disponibile sia sulla rivista cartacea che online, prende spunto da una ricerca fatta dall’Università della Catalogna e durata ben sei anni. Il tema è quello di Internet, del suo valore sociale e comunicativo e dell’uso che ne viene fatto, in Catalogna e in tutto il mondo.

Castells afferma prima di tutto uno dei risultati più evidenti della ricerca.

“Insomma, le persone che usano più spesso e più intensamente internet sono più socievoli, hanno più amici, hanno rapporti familiari più intensi, più iniziativa professionale, meno tendenza alla depressione e all’isolamento, mostrano più autonomia, più ricchezza comunicativa e una maggiore partecipazione alla vita civile e politica rispetto agli altri. Questo sia in Catalogna sia nel resto del mondo.”

E questo a dispetto di tutti quanti, perfetti sconosciuti nonché presunti media di prestigio, che continuano a insistere col discorso sentito e risentito, di chi, usando tanta tecnologia e comunicando con i diversi strumenti telematici, si allontanerebbe dalla cosiddetta realtà.

Non che mi dispiaccia allontanarmi dalla realtà fatta di quiz milionari, reality e (tele)giornali fotocopia costruiti sul gossip, ma io ho una vita sociale reale anni luce più intensa di buona parte di quelli che conosco e che temono la tecnologia.

“La stessa sensazione di pericolo si avverte anche nei confronti della rete vista come un universo popolato di virus, spam, pornografia, false identità, hacker e pirati, e anche qui mi trovo d’accordo con Castells, proprio perché ancora una volta si torna alla paura, all’angoscia legata al presunto proliferare di loschi individui in Rete, nel momento stesso in cui non ci si accorge neanche di quello che ci succede intorno, bello o brutto che sia.

La domanda a questo punto sorge spontanea.

“Da cosa nasce questa percezione distorta? Da una parte c’è la tendenza dei giornali a pubblicare solo notizie allarmanti, come quella secondo cui il nostro equilibrio mentale e quello dei nostri figli sarebbe messo gravemente in pericolo dalla tecnologia”.

Vero, ma non solo, nel senso che non si tratta solo di questo progetto più o meno studiato, perché la realtà comunque non è quella che vorremmo.

“In realtà siamo di fronte a qualcosa di profondo: il rifiuto della tecnologia, della cultura e della società dei giovani da parte degli anziani, delle élite al potere, delle istituzioni e delle organizzazioni della vecchia società. Internet è, innanzitutto, uno strumento di libertà e uno spazio di comunicazione autonoma”.

E questo spaventa, porta a vecchie e nuove forme di censura e di intervento, porta a presentare il social networking come strumento del demonio e gli esperimenti di condivisione audio e video come forme di furto o di perversione.

“E visto che gli anziani non si sentono sicuri in un mondo in cui la comunicazione e l’informazione dipendono da tecnologie che non conoscono, ma che sono l’ambiente naturale dei loro nipoti, molti si lasciano facilmente influenzare dai racconti dell’orrore su internet.

E qui ritorna l’ignoranza di fondo, poco criticata e tanto cavalcata da media, politicanti e amici che vivono sfruttando fino all’osso tutti i privilegi medievali che si sono conquistata nel tempo con ogni mezzo possibile, lecito o meno.

Castells conclude in modo molto chiaro.

“In effetti la nostra ricerca dimostra che ad avere paura di internet sono soprattutto quelli che non l’hanno mai usata. È questa paura dell’ignoto – sostenuta dagli interessi commerciali e politici che internet mette in discussione con la sua autonomia e libertà – che alimenta il timore della virtualizzazione della nostra vita e trasforma in titolo da prima pagina il risultato più banale della ricerca”.

Purtroppo questa situazione non si discosta troppo da quanto accade in altri contesti in cui la paura e l’ignoranza dominano troppo spesso e bloccano ogni tentativo di cambiamento e di crescita.

Telefono libero?

martedì 10 luglio 2007

Che sia finalmente la volta buona in cui riusciamo a liberare anche il telefono?

Libero software in libero telefono? Ne parla anche il Corriere.

Dopo tanti annunci, troppe chiacchiere e pochi risultati concreti, qualcosa di interessante c’è davvero. Chi se ne frega dell’iPhone, vai con il Neo!

Software e sovrani

giovedì 17 maggio 2007

Re SalomoneDana Blankenhorn, in Open source is bad for vendors, riporta alcuni spunti interessanti sul rapporto tra il software libero e il mercato dell’informatica, tornando anche indietro nel passato (ma a ben vedere forse neanche troppo nel passato) fino a prendere in considerazione anche i privilegi dei Re. Fa sorridere il riferimento alla storia del mondo di Mel Brooks, ma fa meno ridere doversi rendere conto che effettivamente i “sovrani” del mondo dell’informatica dominano allo stesso modo, o quasi, da decenni. Questo dominio si applica al modo in cui vengono trattati clienti e dipendenti. Questa “arretratezza” è quindi motivo di insoddisfazione per i clienti, sempre costretti ad una fortissima dipendenza dai fornitori, e per gli sviluppatori, ben poco motivati perchè costretti a lavorare solo ed esclusivamente in progetti che non forniscono sufficiente entusiasmo e non soddisfano le loro aspirazioni. Il software libero spezza entrambi i meccanismi provando a cambiare queste regole. Naturalmente in questa situazione rientrano perfettamente anche i brevetti, nati per difendere i diritti dell’individuo e non quelli della grande azienda o della multinazionale, come succede ormai da tempo. Dana conclude sottolineando che questo cambiamento debba rappresentare una necessità per il mercato, e non debba essere visto come una rivoluzione. Dal mio punto vista, credo che non siano da escludere entrambi gli aspetti. Le rivoluzioni non mi spaventano, ma rappresentano una forza fondamentale nello sviluppo della società, sviluppo che stiamo abbandonando sempre di più anche in un settore che molti considerano come avanguardia e fiore all’occhiello dell’umanità, ma che spesso invece vive ancora basandosi su privilegi feudali insensati e tuttaltro che utili allo sviluppo della tecnologia e alla crescita delle idee.

(Foto di Lawrence OP, Some Rights Reserved)

L’Associazione per il Software Libero offre 50.000.000,00 di Euro al Governo

mercoledì 9 maggio 2007

Andiamo avanti, è ora di finirla con queste pagliacciate. Dopo aver denunciato il protocollo e i suoi dettagli, e acer provato non poco fastidio nell’ascoltare la presentazione del progetto da parte dei ministri, rilanciamo con una proposta ben più importante e “sostanziosa” rivolta al governo!

Lunedì 7 Maggio presso la Sala Stampa di Palazzo Chigi, il Ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais, assieme all’amministratore delegato di Microsoft Italia, Marco Comastri, hanno presentato alla stampa un protocollo d’intesa che prevede un rapporto di collaborazione che ha come obiettivi principali la formazione, il trasferimento tecnologico e la facilitazione di progetti di ricerca.

L’aspetto sicuramente più interessante dell’accordo è costituito dal fatto che malgrado non si sappia ancora quanto costerà questa operazione ai cittadini italiani, Microsoft si è resa disponibile ad erogare ben 737.300,00 euro in tre anni, ovvero 245.766,00 euro all’anno, poco più di 20.000,00 euro al mese da suddividere in tre Centri di Ricerca, ovviamente non in contanti, ma “tramite terze parti, sulla base delle necessità specifiche di prodotti hardware, software, servizi di supporto tecnico e attività formative”. Da sottolineare che questa cifra rappresenta lo 0,0007 % del fatturato della suddetta corporation, pari a 44.282.000.000,00 di dollari americani nell’anno 2006.

L’Associazione per il Software Libero (http://softwarelibero.it), sensibile alle difficoltà economiche del Governo, che si vede costretto ad accettare una cifra così irrisoria da parte di una multinazionale statunitense, ha deciso di venire incontro ai nostri rappresentanti proponendo un accordo molto più vantaggioso.

Al fine di realizzare quanto sopra indicato, l’Associazione per il Software Libero si impegna a mettere a disposizione del Governo, per un periodo di cinque anni, attività formative, materiale didattico, soluzioni tecnologiche e software, direttamente o delegando aziende italiane che lavorano nell’ambito del software libero, per un valore complessivo dell’ordine di 10.000.000,00 (dieci milioni) di euro all’anno.

Sono già stati avviati i contatti con due importanti atenei universitari del nostro paese, interessati anche loro ad investire nella ricerca utilizzando tecnologie rilasciate con licenza libera, unica garanzia di indipendenza tecnologica nonché accademica, come auspicato dall’articolo 33 della nostra Costituzione.

«Dovunque vengano applicate sufficienti risorse umane e finanziarie
– dichiara il Presidente, Paolo Didonè – si hanno dei risultati che spesso vanno al di là delle previsioni, e ci auguriamo naturalmente che questa collaborazione, che proponiamo pubblicamente al Governo, produca analoghi risultati.»

Per il governo, innovazione significa Microsoft?

lunedì 7 maggio 2007

I nostri governanti, sempre buoni e lungimiranti, senza dirlo troppo in giro annunciano un bel protocollo di intesa con Microsoft. Questo prevede, in particolare:

(…) un rapporto di collaborazione che ha come obiettivi principali la formazione, il trasferimento tecnologico e la facilitazione di progetti di ricerca. In particolare il protocollo prevede la costituzione di tre Centri per l’Innovazione nelle Regioni Piemonte, Campania e Toscana, per lo sviluppo di attività basate sulle tecnologie Microsoft.

Ci pare quindi giusto, come Associazione per il Software Libero, far chiarezza su questo e far notare alcuni dettagli della questione, nonchè sottolineare la coerenza dei nostri ministri. Ecco il testo del comunicato stampa:

Inviato a: Ministro Fabio Mussi, Ministro Luigi Nicolais, Sottosegretario Beatrice Magnolfi, Ministero Università e Ricerca, Ministero Riforme e Innovazioni nella pubblica amministrazione, Ing. Marco Comastri, Microsoft Italia.

Venerdì 4 Maggio il Ministero dell’Università e della Ricerca ed il Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione hanno diffuso un comunicato stampa in cui annunciano la presentazione pubblica di un protocollo di intesa con la multinazionale statunitense
Microsoft, lunedì 7 maggio.

http://www.miur.it/DefaultDesktop.aspx?doc=419

In questa sede saranno presenti il Ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi; il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais; insieme all’amministratore delegato di Microsoft Italia, Marco Comastri.

Da quanto annunciato nel sito web del Ministero questo protocollo prevede una collaborazione che ha come obiettivi principali la formazione, il trasferimento tecnologico e la facilitazione di progetti di ricerca. Inoltre si annuncia la creazione di tre “Centri per l’Innovazione” in Piemonte, Toscana e Campania per lo sviluppo di attività basate sulle tecnologie Microsoft.

Stando a quanto promesso dall’Unione nel programma di governo 2006 – 2011, dovremmo dedurre che i rappresentanti del Governo siano riusciti a convincere i dirigenti della società Microsoft ad investire in tecnologie rilasciate con licenza libera. Questo darà anche applicazione
all’aspirazione di promuovere il software libero da parte della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane secondo cui “il Software Libero è una risorsa fondamentale per l’Università italiana” (http://www.fondazionecrui.it/link/?ID=2746).

Citiamo infatti dal programma dell’Unione:

“dovremo tradurre in pratica le dichiarazioni di principio in favore della diffusione dell’Open Source nelle amministrazioni. Questa risorsa allevierà la dipendenza dalle onerose licenze commerciali.” (pag. 37) e ancora “Per rendere libero lo spazio informativo dobbiamo garantire pluralità e libertà, ma anche: […] valorizzazione e incentivazione delle licenze non commerciali, del software open source e degli standard aperti.” (p. 264).

La stessa Beatrice Magnolfi, sottosegretario per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, nel corso della campagna
elettorale per le Politiche 2006 ha partecipato all’iniziativa “Caro Candidato” promossa dalla nostra Associazione

http://softwarelibero.it/progetti/caro_candidato

indicando la proposta dei “10 punti per l’Italia digitale” che al punto 9 recita:

“Molti paesi europei, dalla Spagna alla Germania, dalla Francia al Regno Unito, stanno investendo in modo consistente sull’OSS non solo per sfruttare tecnologie che non determinino dipendenza dai costi di licenza, ma soprattutto perché considerano l’Open Source una grande opportunità strategica per il paese.”

Per questi motivi l’Associazione per il Software Libero (http://softwarelibero.it), fiduciosa nella capacità e nel buon senso dei nostri governanti, attende con ansia la pubblicazione del testo integrale del protocollo d’intesa annunciato.

Che cos’è l’Associazione per il Software Libero

L’Associazione per il Software Libero è un’Associazione senza scopo di lucro che ha come obiettivi principali la diffusione del software libero in Italia ed una corretta informazione sull’argomento.