Archive for the ‘sesso’ Category

Bisogna esse’ rivoltosi, ragazzi

giovedì 17 gennaio 2008

BOZZONE: Bisogna esse’ rivoltosi ragazzi. Ci vole la dittatura de’ popolo.
BUIO: Mmhh
BOZZONE: Ci vorrebbe proprio la dittatura de’ popolo a anarchia.
BUIO: Ma l’è sempre una dittatura.
BOZZONE: Eh, l’è sempre una dittatura ma intanto si va avanti duemila anni, poi si vedrà.

Avevo promesso che sarei tornato a parlare di “Berlinguer ti voglio bene” e il dialogo di cui sopra, tratto dal film, mi pare proprio adatto al momento storico e alla situazione culturale e sociale di questi giorni.

Ne approfitto per ricordarvi dell’uscita del libro dedicato proprio al film, ai personaggi e ai luoghi in cui venne girato. Tempo fa ho avuto modo di vedere anche il documentario dedicato al trentennale e adesso mi leggo un po’ di curiosità che ancora non sapevo, su carta e sul sito dedicato al film e realizzato da alcuni cultori.

Non sono riuscito a trovare il video della scena da cui ho ripreso il dialogo di cui sopra, e allora per chiudere un’altra scena memorabile!

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Prima l’UDC ci prende per le Mele…

martedì 31 luglio 2007

Hanno scritto già in troppi sulla storia di Mele, parlamentare dell’UDC protagonista della nottata in suite, con squillo e cocaina. Ci ha già deliziato Mele raccontandoci delle scuse tanto divertenti quanto assurde. Poi è arrivato Cesa, segretario del suo partito, che ha pensato di rincarare la dose proponendo addirittura di dare più soldi ai parlamentari, in modo da facilitare il loro ricongiungimento con le moglie e quindi evitare ulteriori “sputtanamenti”.

Io invece preferisco commentare le parole della sfortunata squillo trentenne protagonista della vicenda insieme a Mele e finita all’ospedale, evento questo che ha scatenato tutto il polverone successivo. Leggo l’intervista pubblicata da Repubblica e non posso fare a meno di commentare alcune affermazioni quantomeno curiose.

Prima di tutto la signorina conferma di essere stata presentata a Mele quella sera e alla richiesta se il parlamentare fosse a conoscenza della sua attività risponde molto chiaramente:

“Certo, come no? Ma se la prima cosa che ha fatto è stata quella di darmi i soldi, ma andiamo…”

Alla precisa richiesta del giornalista di fornire i dettagli economici dell’operazione la signorina risponde disperata:

“Sono rovinata, i miei clienti hanno capito che sono io e nessuno mi chiama più. Io ho un mutuo da pagare, i Rid, come faccio se non lavoro più? Io uso il mio nome, quello vero, perché sono una persona vera. E adesso mia madre e mio fratello hanno scoperto tutto e non mi parlano più, la persona con cui stavo, che sapeva benissimo tutto, mi ha lasciata dall’oggi al domani, non ho lavoro, non ho un compagno, non ho una famiglia, sono distrutta”

Cosa possiamo dire? Certo, un brutto colpo, ma non riesco a capire cosa voglia dire quando sostiene di usare il suo nome e cognome in quanto “persona vera”. Forse i suoi clienti non ne erano abbastanza sicuri neanche dopo una notte passata insieme?

Tutto questo poi fa ancora più riflettere perché alla fine dell’intervista la signorina dice:

“Sa quanti mi hanno chiamata dicendo: lo so che sei tu. Nel nostro ambiente mettersi troppo in vista, finire sui giornali non va bene. Io sono una persona comune, voglio vivere una vita anonima”

Come si fa ad usare il proprio nome e cognome e allo stesso tempo voler rimanere anonimi e non finire sui giornali? Non è un po’ un rischio, a maggior ragione quando i clienti erano persone ben in vista come i parlamentari? Non ci dilunghiamo nell’analisi proprio perché non abbiamo sufficienti elementi per giudicare.

Ecco poi la smentita decisa nei confronti della tesi di Mele, che dice di aver dormito:

“No, nessuno ha mai dormito quella notte. Siamo rimasti dalle 2 alle 5 del mattino, in tre in una stanza”

E mi pare anche giusto, per salvaguardare la propria professionalità e dimostrare che quando si tratta di lavoro le cose si fanno sul serio! Via, Mele, ci dica almeno se è stato soddisfatto o no del servizio! Com’era il rapporto qualità prezzo?

Non dico altro, è già stato scritto fin troppo e sinceramente leggere affermazioni di finto moralismo mi fa ancora più arrabbiare. I cittadini, giustamente direi, dovrebbero far finta di niente perché del resto i parlamentari sono persone, coi loro errori, le loro debolezze e i loro vizi. Peccato però che poi questi parlamentari siano gli stessi che ogni giorno lavorano per attaccare tutti i cittadini a colpi di leggi bigotte e liberticide, arrogandosi il diritto di decidere come deve essere o non essere la nostra vita, da tutti i punti i vista, compreso l’ambito del sesso e non soltanto quello delle sostanza stupefacenti.

Comunque, tutta la storia puzza non poco e c’è già chi, tra i parlamentari, non è convinto.

Amiche!

sabato 16 giugno 2007

Non perdetevi le geniali lezioni del corso di sopravvivenza sessuale per signore, a cura della cara Dottoressa Dania!

Un breve estratto con alcune nozioni indispensabili:

BILANCIA
Giocattolo da usare con molta cautela, provoca piacere intenso, molto vicino all’orgasmo, solo quando la lancetta scende (salvo rari casi).
Lo stesso piacere erotico da bilancia può essere provocato riuscendo ad indossare perfettamente una taglia 42 dopo lunghi lustri di abbondanti 44.

Sesso

Dal momento che il maschio è geneticamente intollerante ai suggerimenti e alle indicazioni sulla strada da prendere e/o sui percorsi da seguire (verità scientifica dimostrata dall’invenzione del navigatore satellitare, la cui unica funzione è quella di evitare all’uomo di fermarsi a chiedere informazioni stradali), la donna potrebbe incontrare più di una difficoltà nell’ardua opera di illustrazione della propria zona genitale.

(Foto di pikkusAlcuni diritti riservati)

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mercoledì 25 aprile 2007