Archive for the ‘storia’ Category

Erich Mühsam

mercoledì 22 aprile 2009

Il gran male di cui l’umanità va liberata è la tendenza a compiacersi delle formule consacrate, che equivale poi alla mancanza di fiducia nella propria coscienza. Una volta emancipata dalla credenza cieca e passiva nelle formule, la sapienza dell’uomo potrà manifestarsi liberamente. Ma allora essa lotterà ancora per innalzarsi dalla scienza imparaticcia alla saggezza animata dalle pulsazioni della vita.

Erich Mühsam

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Regole?

lunedì 8 settembre 2008

Ho seguito, in preda a un misto di piacere e rabbia, la puntata di stasera di Blu notte, in cui Carlo Lucarelli ha affrontato la “rivoluzione di Tangentopoli”. Continuo a scuotere la testa perplesso e sfiduciato, ripensando a quanto sembrino lontani quei momenti e a quanto poco sia cambiato (se non in peggio), e mi imbatto in queste parole, tratte dal nuovo libro di Gherardo Colombo. Le riporto qua, senza aggiungere altro.

“All’angolo di una via c’è una salumeria. Entra in negozio un vigile urbano, ha il compito, tra l’altro, di verificare la bilancia. Dopo alcune allusioni, mezze frasi, e occhiatine, il vigile esce con un paio di borse della spesa ricolme. Le ha avute gratis e in cambio non ha controllato nulla. Il negoziante può continuare a vendere la carta della confezione allo stesso prezzo del prosciutto. Due piani sopra, nello stesso edificio, una signora sta pagando l’idraulico che le ha appena aggiustato il rubinetto. “Se vuole la fattura sono centoventi euro, se non la vuole novanta, un piccolo sconto.” “Faccia senza fattura, non mi serve, grazie per lo sconto.” A due passi c’è l’ufficio delle imposte. Un distinto signore sta parlando con il funzionario a proposito di una presunta evasione. Dopo un po’, quando ha capito che non rifiuterà, gli fa scivolare tra le mani una busta piena di denaro. Ancora qualche scambio di battute, si stringono la mano e si salutano: l’evasione è scomparsa. Poco più in là c’è una banca. Entra un cliente, titolare di conto corrente. Saluta il cassiere, apre la valigetta che porta con sé e pone sul banco una serie di mazzette di banconote. Il cassiere, allertato dal direttore, gli suggerisce il sistema per depositarle sfuggendo ai controlli antiriciclaggio. Intanto nella stessa banca, negli uffici della dirigenza, si approva l’idea di suggerire ai clienti meno importanti l’acquisto di bond che diverranno presto carta straccia.

Due isolati più in là c’è il palazzo di giustizia (i lavori di sopraelevazione sono stati assegnati all’impresa che ha versato una cospicua tangente). Un avvocato e un giudice stanno mercanteggiando l’esito di un processo che riguarda persone potenti. Nelle prigioni vicine un altro avvocato millanta al cliente le sue entrature con il gip che segue il processo: “Sei messo male, ma la libertà è cosa fatta con un adeguato regalo al giudice”. Nel suo studio, un altro avvocato, riceve un nutrito “fondo spese” senza fattura, esentasse. Un paio di chilometri più in là, allo stadio, c’è la partita. L’arbitro fischia un rigore assai dubbio a favore della squadra di casa, dai cui dirigenti aveva ricevuto qualche giorno prima in riconoscimento della sua competenza un bell’orologio di marca. La sera, in un luogo appartato, l’esponente di un grande partito riceve una borsa dal dirigente dell’impresa capofila nella costruzione della metropolitana. Sono le tangenti meticolosamente raccolte fra tutte le società che partecipano ai lavori. Chi le riceve chiama al telefono i colleghi degli altri partiti che contano: “Ci vediamo domani”, e l’indomani il denaro viene spartito secondo tariffe prestabilite, un tanto ciascuno, a percentuale variata a seconda del peso politico. La sera tardi, in una strada di periferia, un distinto signore contratta le grazie di una ragazzina “importata” da un paese più povero con l’inganno e ridotta tramite violenza e minacce in condizioni non lontane dalla schiavitù.

La mattina seguente nell’ospedale civile vengono impiantate valvole cardiache che si dimostreranno difettose, il cui acquisto era stato accompagnato (anche quello) da tangenti. Frattanto alcuni medici di base prescrivono ai loro clienti esami dei quali non hanno bisogno, da effettuare in cliniche private con spese a carico della regione, o specialità di industrie farmaceutiche che già li hanno invitati al convegno – weekend tutto compreso per medico e famiglia – in una rinomata località balneare. In una caserma vicina il maresciallo della fureria si porta a casa, ben confezionato per essere conservato in freezer, un quarto di bue destinato alla mensa sottoufficiali, e nei locali del comando si perfezionano contratti d’acquisto per forniture di dubbia utilità, in cambio, anche qui, di un po’ di denaro contante. Tre strade più in là c’è un cantiere edile: bussa agli uffici l’ispettore del lavoro, dovrebbe controllare presenza e adeguatezza delle misure antinfortunistiche. Gli mettono in mano un elenco di oggetti (elmetti, cinture di sicurezza, scarpe antiscivolo) e una busta (di soldi), compila la sua certificazione di regolarità del cantiere e se ne va. All’istituto delle pensioni c’è qualcuno che falsifica i dati al computer di chi l’ha pregato (con obolo) di farlo apparire professionalmente più anziano di quello che è. Senza neanche chiedere un compenso, il medico di base rilascia su richiesta telefonica un certificato di malattia al dipendente pubblico che si è allungato un po’ le vacanze. Il titolare delle pompe funebri ha stabilito un accordo con gli infermieri dell’ospedale: un tot per la notizia in esclusiva di ogni decesso. Intanto il benzinaio ha apportato qualche modifica agli erogatori di carburante, per lucrare quasi impercettibili differenze di prezzo per litro, che diventeranno sommette alla fine della settimana; i sottoufficiali della polizia tributaria sono addolciti dalla solita busta e il loro controllo dei conti della grande compagnia darà risultati del tutto regolari. La marca del cibo alla mensa scolastica è scelta in cambio di soldi; sempre per soldi qualcuno consente che in carcere entri qualche stupefacente; agenzie di pubblicità e di consulenza aiutano i loro clienti a creare fondi occulti, restituendo in nero parte del prezzo delle prestazioni. Irreprensibili imprenditori si rivolgono al crimine organizzato per far sparire i rifiuti tossici e pericolosi prodotti dalle loro aziende. Un giornalista decanta sul proprio giornale pregi e virtù del tale oggetto, dopo essere stato adeguatamente invogliato; si costruiscono e ricostruiscono alcune autostrade perché è stato lesinato il cemento; si truccano i concorsi per essere ammessi all’università; si rendono edificabili terreni che dovrebbero essere destinati a parco (ancora in cambio di soldi); si paga per farsi assegnare la costruzione della pista del nuovo aeroporto, per essere preferiti nella fornitura di materiale ferroviario, per ottenere un posto al cimitero.

Poi, c’è la mafia. C’è chi una volta al mese (là dove la mafia è più forte) passa tra i vari negozi e le imprese per raccogliere il “premio dell’assicurazione contro gli atti vandalici”, la tariffa della “protezione” garantita a chi non si oppone alla riscossione. C’è chi si infiltra nelle istituzioni, chi chiede e ottiene per la mafia la propria parte negli appalti. C’è chi traffica droga, e chi esseri umani. C’è anche (talvolta, ma c’è) chi fa degli accordi anche a bassi livelli: il poliziotto che tira a campare, e riceve favori (denaro, coca, ragazze compiacenti) in cambio di chiudere un occhio.

Trionfano il sotterfugio, la furbizia, la forza, la disonestà sotto l’apparenza delle leggi uguali per tutti, del rispetto per ogni diritto di base. Coloro si attengono alle leggi formali (che non è detto siano pochi) sono scavalcati ogni giorno da chi non le osserva”

Legge marziale?

lunedì 16 giugno 2008

Dopo le leggi razziali, adesso anche i militari nella città, il tutto per fingere di garantire una sicurezza che non ci sarà, contro una mancanza di sicurezza fasulla e costruita ad arte. A quando l’istituzione della legge marziale?

Leggo poi che saranno “scelti tra coloro che parteciparono alle missioni di pace“? Si riferiscono forse al nostro splendido intervento in Somalia? del resto in Italia ci dimentichiamo quello che è successo ieri, figuriamoci se possiamo riuscire ad andare oltre i dieci anni…

Giustamente Crisis si chiede “Qualcuno ha voglia di protestare, per caso?”

Antifascismo?

martedì 11 marzo 2008

C’è davvero bisogno di un fascista candidato tra i baciapile del nano per ricordarsi di qualche briciola di antifascismo?

Ma forse nemmeno quello, ormai una storia del genere fa soltanto mobilitare in ottica elettoralista. Un po’ come dire…”ah, ma allora non siete cosi’ moderati come dite! gente, votate per il porco democratico e non per il porco delle libertà!”, invece di indignarsi perché qualcuno sta mandando l’ennesimo fascista dichiarato in Senato, nella quasi totale indifferenza di tutti.

Del resto le dichiarazioni del nano confermano il “candore” della scelta: “Per essere molto chiari si deve fare una campagna elettorale e si deve vincere. Ciarrapico è l’editore di giornali importanti e credo, allo stesso tempo, che sia assolutamente importante che questi giornali non siano ostili, visto che quasi tutti i grandi quotidiani stanno dall’altra parte”.

Per chi non ancora non l’avesse visto, consiglio un passo indietro, sempre su questo blog.

Persepolis

giovedì 6 marzo 2008

Anche il film è bellissimo, come il fumetto, del resto. Ho sempre apprezzato tantissimo le storie di Marjane Satrapi pubblicate su Internazionale, e poi anche la raccolta completa di Persepolis. Andate a vederlo e portate con voi tanti amici, non ve ne pentirete. La resa del film è eccellente, un gioco di tratti in bianco e nero che riescono a trasmettere molto di più di tanti colori, che compaiono soltanto in alcune scene parigine. I volti dei personaggi sono poco più che abbozzati, ma così vivi e espressivi e le inquadrature spesso rievocano un espressionismo ricreato con luci e ombre. Un modo piacevolissimo, nel contempo triste e divertente, ma sempre profondo di scoprire la storia di una ragazza nel contesto della storia di un paese, l’Iran, ignorando tutte le sciocchezze che ci raccontano i media di regime ogni giorno.

Depressione Caspica (o Italica?)

venerdì 25 gennaio 2008

CCCP (1990) – CSI @ VideoMusic (1994) – Italia (2008)

Depressione Caspica

No non ora non qui in questa pingue immane frana
No non ora non qui in questa pingue immane frana
No non ora non qui no non ora non qui
No non ora non qui no non ora non qui

Se l’obbedienza è dignità fortezza
La libertà una forma di disciplina
Assomiglia all’ingenuità la saggezza
Ma non ora non qui no non ora non qui
Ma non ora non qui no non ora non qui

Io in attesa a piedi scalzi e ricoperto il capo
Canterò il vespro la sera
Io in attesa a piedi scalzi e ricoperto il capo
Canterò il vespro la sera

Ecco che muove sgretola dilaga
Ecco che muove sgretola dilaga
Uno si dichiara indipendente e se ne va
Uno si raccoglie nella propria intimità
L’ultimo proclama una totale estraneità
Tu con lo sguardo eretto all’avvenire
Fisso al sole nascente ed adirato all’imbrunire
Tu non cantavi mai la sera non cantavi mai
Tu non cantavi mai la sera non cantavi mai
Oh…

No non ora non qui in questa pingue immane frana
No non ora non qui no non ora non qui
No non ora non qui no non ora non qui
Se l’obbedienza è dignità fortezza
La libertà una forma di disciplina
Assomiglia all’ingenuità la saggezza
Ma non ora non qui no non ora non qui
Ma non ora non qui no non ora non qui

Tu non cantavi mai la sera non cantavi mai
Tu non cantavi mai la sera non cantavi mai

25 dicembre: Charlie Chaplin

martedì 25 dicembre 2007

Esattamente 30 anni fa, il 25 dicembre 1977, moriva l’indimenticabile Charlie Chaplin.

Per ricordarlo e per ricordare la storia, rivediamolo nel discorso rivolto all’umanità, che conclude “Il grande dittatore”, geniale satira su Hitler e il Nazismo.

Mi dispiace, ma io non voglio fare l’Imperatore, non è il mio mestiere, non voglio governare né conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile, ebrei, ariani, uomini neri e bianchi, tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abbiette, abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l’avidità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico, non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e qualsiasi mezzo usino la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!

Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto – “Il Regno di Dio è nel cuore dell’uomo” – non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi, voi il popolo avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità, voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi in nome della democrazia usiamo questa forza, uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavi il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere, eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia siate tutti uniti!

17 dicembre: i Saturnali

lunedì 17 dicembre 2007

Dal 17 al 23 dicembre nell’antica Roma si svolgevano i Saturnali.

Wikipedia racconta che si trattava di festeggiamenti dedicati al dio Saturno e all’età dell’oro e che “avevano inizio con grandi banchetti, sacrifici, a volte orge” e fin qui non ci sarebbe niente di strano, anche pensando a quello che poi è rimasto nelle nostre feste di Natale e di Carnevale.

Ma non si limitavano a questo. Continuando a leggere…

“Durante questi festeggiamenti era sovvertito l’ordine sociale: gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente degli uomini liberi, e come questi potevano comportarsi; veniva eletto, tramite estrazione a sorte, un princeps -una sorta di caricatura della classe nobile- a cui veniva assegnato ogni potere.”

Ma come mai nel corso dei secoli ci siamo persi proprio la parte migliore e più sovversiva di questo periodo? Io ne avrei approfittato volentieri!

Intermezzo musicale: L’alluvione

lunedì 3 dicembre 2007

Dante AlighieriDa City Off un classico fiorentino, “L’alluvione” di Riccardo Marasco.

Mi sembra un’ottima colonna sonora per una pausa caffè!

Nel caso qualcuno si domandasse il motivo dell’inquietante presenza di Dante qui a lato, consiglio di ascoltare tutta la canzone e di fare attenzione al riferimento a “Dante di marmo…”

Televacca: Benigni e Guccini

martedì 27 novembre 2007

Autunno 1976. Il Benigni del tempo, considerato riduttivamente un Benigni minore, ma in realtà ben ispirato e ruspante, presenta su Rai Due “Onda Libera” (il titolo previsto sarebbe dovuto essere “Televacca”), programma particolarmente provocatorio per la televisione del tempo (e sicuramente anche per quella di oggi). Tra gli ospiti c’è anche un giovane Francesco Guccini, che si diletta prima di tutto nella poesia estemporanea duettando con Benigni, e poi canta una divertente canzone dedicata ai fichi, presente anche in alcuni suoi album.

Per Benigni questo è un periodo particolarmente “vivo”. Soltanto pochi mesi dopo, infatti, sarà impegnato, insieme a Giuseppe Bertolucci, nelle riprese di “Berlinguer ti voglio bene”, il capolavoro! Ma di questo magari parleremo più approfonditamente in futuro. Non mi pare il caso di dedicare a questa pietra miliare soltanto un cantuccio di questo post!