Archive for the ‘tv’ Category

Papa Benigni

domenica 5 ottobre 2008

Benigni adesso legge anche la Bibbia e si atteggia da alto prelato…

“Che dire di fronte a un autore cosi’ elevato?”. Sono le uniche parole che Roberto Benigni, lo sguardo rivolto al cielo mentre prende posto in auto, ha concesso ai giornalisti dopo aver preso parte alla lettura in diretta della Bibbia nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Tanti sorrisi e ampi gesti di saluto dall’interno della vettura ma per il resto Benigni non ha concesso altro. Il regista e attore toscano e’ stato il quarto a leggere dalla Bibbia, dopo Papa Benedetto XVI, il vescovo Ilarion e la moderatora delle Chiese valdesi in Italia, Maria Bonafede.

Che dire di fronte a un Benigni così omologato?

A ridatece il Benigni minore!

Berlinguer ti voglio bene

Roberto Benigni in "Berlinguer ti voglio bene"

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Regole?

lunedì 8 settembre 2008

Ho seguito, in preda a un misto di piacere e rabbia, la puntata di stasera di Blu notte, in cui Carlo Lucarelli ha affrontato la “rivoluzione di Tangentopoli”. Continuo a scuotere la testa perplesso e sfiduciato, ripensando a quanto sembrino lontani quei momenti e a quanto poco sia cambiato (se non in peggio), e mi imbatto in queste parole, tratte dal nuovo libro di Gherardo Colombo. Le riporto qua, senza aggiungere altro.

“All’angolo di una via c’è una salumeria. Entra in negozio un vigile urbano, ha il compito, tra l’altro, di verificare la bilancia. Dopo alcune allusioni, mezze frasi, e occhiatine, il vigile esce con un paio di borse della spesa ricolme. Le ha avute gratis e in cambio non ha controllato nulla. Il negoziante può continuare a vendere la carta della confezione allo stesso prezzo del prosciutto. Due piani sopra, nello stesso edificio, una signora sta pagando l’idraulico che le ha appena aggiustato il rubinetto. “Se vuole la fattura sono centoventi euro, se non la vuole novanta, un piccolo sconto.” “Faccia senza fattura, non mi serve, grazie per lo sconto.” A due passi c’è l’ufficio delle imposte. Un distinto signore sta parlando con il funzionario a proposito di una presunta evasione. Dopo un po’, quando ha capito che non rifiuterà, gli fa scivolare tra le mani una busta piena di denaro. Ancora qualche scambio di battute, si stringono la mano e si salutano: l’evasione è scomparsa. Poco più in là c’è una banca. Entra un cliente, titolare di conto corrente. Saluta il cassiere, apre la valigetta che porta con sé e pone sul banco una serie di mazzette di banconote. Il cassiere, allertato dal direttore, gli suggerisce il sistema per depositarle sfuggendo ai controlli antiriciclaggio. Intanto nella stessa banca, negli uffici della dirigenza, si approva l’idea di suggerire ai clienti meno importanti l’acquisto di bond che diverranno presto carta straccia.

Due isolati più in là c’è il palazzo di giustizia (i lavori di sopraelevazione sono stati assegnati all’impresa che ha versato una cospicua tangente). Un avvocato e un giudice stanno mercanteggiando l’esito di un processo che riguarda persone potenti. Nelle prigioni vicine un altro avvocato millanta al cliente le sue entrature con il gip che segue il processo: “Sei messo male, ma la libertà è cosa fatta con un adeguato regalo al giudice”. Nel suo studio, un altro avvocato, riceve un nutrito “fondo spese” senza fattura, esentasse. Un paio di chilometri più in là, allo stadio, c’è la partita. L’arbitro fischia un rigore assai dubbio a favore della squadra di casa, dai cui dirigenti aveva ricevuto qualche giorno prima in riconoscimento della sua competenza un bell’orologio di marca. La sera, in un luogo appartato, l’esponente di un grande partito riceve una borsa dal dirigente dell’impresa capofila nella costruzione della metropolitana. Sono le tangenti meticolosamente raccolte fra tutte le società che partecipano ai lavori. Chi le riceve chiama al telefono i colleghi degli altri partiti che contano: “Ci vediamo domani”, e l’indomani il denaro viene spartito secondo tariffe prestabilite, un tanto ciascuno, a percentuale variata a seconda del peso politico. La sera tardi, in una strada di periferia, un distinto signore contratta le grazie di una ragazzina “importata” da un paese più povero con l’inganno e ridotta tramite violenza e minacce in condizioni non lontane dalla schiavitù.

La mattina seguente nell’ospedale civile vengono impiantate valvole cardiache che si dimostreranno difettose, il cui acquisto era stato accompagnato (anche quello) da tangenti. Frattanto alcuni medici di base prescrivono ai loro clienti esami dei quali non hanno bisogno, da effettuare in cliniche private con spese a carico della regione, o specialità di industrie farmaceutiche che già li hanno invitati al convegno – weekend tutto compreso per medico e famiglia – in una rinomata località balneare. In una caserma vicina il maresciallo della fureria si porta a casa, ben confezionato per essere conservato in freezer, un quarto di bue destinato alla mensa sottoufficiali, e nei locali del comando si perfezionano contratti d’acquisto per forniture di dubbia utilità, in cambio, anche qui, di un po’ di denaro contante. Tre strade più in là c’è un cantiere edile: bussa agli uffici l’ispettore del lavoro, dovrebbe controllare presenza e adeguatezza delle misure antinfortunistiche. Gli mettono in mano un elenco di oggetti (elmetti, cinture di sicurezza, scarpe antiscivolo) e una busta (di soldi), compila la sua certificazione di regolarità del cantiere e se ne va. All’istituto delle pensioni c’è qualcuno che falsifica i dati al computer di chi l’ha pregato (con obolo) di farlo apparire professionalmente più anziano di quello che è. Senza neanche chiedere un compenso, il medico di base rilascia su richiesta telefonica un certificato di malattia al dipendente pubblico che si è allungato un po’ le vacanze. Il titolare delle pompe funebri ha stabilito un accordo con gli infermieri dell’ospedale: un tot per la notizia in esclusiva di ogni decesso. Intanto il benzinaio ha apportato qualche modifica agli erogatori di carburante, per lucrare quasi impercettibili differenze di prezzo per litro, che diventeranno sommette alla fine della settimana; i sottoufficiali della polizia tributaria sono addolciti dalla solita busta e il loro controllo dei conti della grande compagnia darà risultati del tutto regolari. La marca del cibo alla mensa scolastica è scelta in cambio di soldi; sempre per soldi qualcuno consente che in carcere entri qualche stupefacente; agenzie di pubblicità e di consulenza aiutano i loro clienti a creare fondi occulti, restituendo in nero parte del prezzo delle prestazioni. Irreprensibili imprenditori si rivolgono al crimine organizzato per far sparire i rifiuti tossici e pericolosi prodotti dalle loro aziende. Un giornalista decanta sul proprio giornale pregi e virtù del tale oggetto, dopo essere stato adeguatamente invogliato; si costruiscono e ricostruiscono alcune autostrade perché è stato lesinato il cemento; si truccano i concorsi per essere ammessi all’università; si rendono edificabili terreni che dovrebbero essere destinati a parco (ancora in cambio di soldi); si paga per farsi assegnare la costruzione della pista del nuovo aeroporto, per essere preferiti nella fornitura di materiale ferroviario, per ottenere un posto al cimitero.

Poi, c’è la mafia. C’è chi una volta al mese (là dove la mafia è più forte) passa tra i vari negozi e le imprese per raccogliere il “premio dell’assicurazione contro gli atti vandalici”, la tariffa della “protezione” garantita a chi non si oppone alla riscossione. C’è chi si infiltra nelle istituzioni, chi chiede e ottiene per la mafia la propria parte negli appalti. C’è chi traffica droga, e chi esseri umani. C’è anche (talvolta, ma c’è) chi fa degli accordi anche a bassi livelli: il poliziotto che tira a campare, e riceve favori (denaro, coca, ragazze compiacenti) in cambio di chiudere un occhio.

Trionfano il sotterfugio, la furbizia, la forza, la disonestà sotto l’apparenza delle leggi uguali per tutti, del rispetto per ogni diritto di base. Coloro si attengono alle leggi formali (che non è detto siano pochi) sono scavalcati ogni giorno da chi non le osserva”

Costruisciti da solo il tuo alibi

martedì 2 settembre 2008

L’impunità è la moda del momento…

I “comodi” fascicoli settimanali ci ammorbano in tv ogni giorno…

E’ il momento di…

Per scaricare direttamente il video:

YouTube – Maccio Capatonda – Costruisciti Da Solo Il Tuo Alibi

Reality e vocazioni

martedì 1 luglio 2008

PreteCi hanno battuto. I francesi ci hanno battuto e non siamo noi, provincia vaticana, a poterci vantare del primo esperimento di reality show dedicato ai preti. Leggo infatti, nelle ultimissime dell’UAAR, che “L’idea è venuta alla diocesi francese di Besançon e dovrebbe servire a far fronte alla crisi delle vocazioni: un reality show per aspiranti sacerdoti. E’ nato così “Prêtres Academy”, scuola per preti.”

Chissà se ci saranno folle oceaniche e vocianti alla selezioni, come succede ormai per ogni tipo di spazzatura show!

La banda del gobbo

giovedì 3 gennaio 2008

La banda del gobboFinalmente sono riuscito a vedere anche “La banda del gobbo” e posso quindi portare avanti il progetto di recensioni dei poliziotteschi del filone romano, iniziato alcuni mesi fa con “Il trucido e lo sbirro”.

“La banda del gobbo” è un film del 1977, diretto da Umberto Lenzi, già regista di classici come “Milano odia: la polizia non può sparare”, “Roma a mano armata” e “Il trucido e lo sbirro”.

Tomas Milian diventa il vero mattatore della storia e del filone, arrivando a interpretare addirittura due personaggi, i gemelli Vincenzo e Sergio Marazzi, meglio conosciuti come “Il gobbo” e “Er Monnezza”. Il primo era già comparso, ma come personaggio di secondo piano e con la gobba a sinistra, invece che a destra, in “Roma a mano armata”, mentre il secondo era nato un anno prima in “Il trucido e lo sbirro”.
Monnezza si guadagna da vivere a Roma facendo un po’ di lavoretti, mentre il Gobbo è un malavitoso che torna nella capitale dopo un periodo di latitanza in Corsica e trova subito un gruppetto di “amici” pronto a aiutarlo a fare un colpo, ma anche pronto a tradirlo. Il gobbo però si salva e inizia la sua vendetta, con l’aiuto di un altra manica di loschi personaggi e anche con quello del fratello Monnezza.

In questo film viene sicuramente meno il realismo che caratterizzava altri episodi del filone, la storia a volte non regge e gli “errori” della polizia sembrano fin troppo grossolani, come quando arrestano una serie di gobbi che non c’entrano niente col protagonista, quando fanno scappare il Monnezza semplicemente lasciandolo andare al gabinetto, o quando il gobbo scappa con una macchina della polizia e alla radio finge di essere il commissario facendo sparire i posti di blocco che potrebbero ostacolargli la fuga. Anche il personaggio di spicco della “madama”, il commissario Sarti, ne risente, qui interpretato da un poco incisivo Pino Colizzi.

Il personaggio più profondo è invece il Gobbo, che nel corso della storia si mostra particolarmente aggressivo con tutto e tutti, e dedicando solo un po’ di attenzioni alla sua amica ex-prostituta Maria. L’obiettivo è quello di sottolineare la vita di un personaggio ai margini, deriso e umiliato e quindi in qualche modo “costretto” a passare dalla parte del torto. Anche il rapporto con il fratello Monnezza è caratterizzato da questo dualismo, in cui si alternano momenti di conflitto e spunti di affetto ricambiato. L’apice di questa connotazione del personaggio del Gobbo viene raggiunto nel monologo all’interno del locale “chic”, in cui Vincenzo racconta la sua storia e la sua situazione, attaccando i ricchi presenti. Impossibile, guardando questa scena, non ripensare in qualche modo al monologo che alcuni anni dopo vedrà protagonista Al Pacino in Scarface.

Sono indimenticabili le brutte facce che si vedono nel film, in particolare l’Albanese (Sal Borgese), Er Sogliola (Guido Leontini) e Carmine Ciacci (Nello Pazzafini), così come un paio di apparizioni “prestigiose” come quelle di Jimmy il Fenomeno all’interno del manicomio e di Solvy Stubing, funzionaria dell’ambasciata albanese e in passato seducente testimonial della birra (ricordate “Chiamami Peroni, sarò la tua birra”?).

In questo film buona parte dei dialoghi dei protagonisti sono opera di Tomas Milian stesso e pare che per questo eccessivo turpiloquio ci sia stato uno scontro continuo con il regista che non lo gradiva troppo.

Bella e ben studiata la musica di Franco Micalizzi, che accompagna tutto il film.

Non è un capolavoro, ma sicuramente un punto di riferimento del genere e la consacrazione della classe di Tomas Milian.

Cinque puntate

lunedì 10 dicembre 2007

TelevisoreSono andate in onda addirittura cinque puntate, prima che qualcosa si muovesse per far tornare tutto alla “normalità”. Milioni di spettatori ogni puntata non bastano e per una presunta offesa, il Decameron di Daniele Luttazzi chiude i battenti, in un contesto veramente impresentabile.

A La7 sono davvero molto più risoluti. Basta un presunto insulto a un individuo per chiudere un programma. Peccato che questo non succeda anche alla RAI, con l’insulto continuo nei confronti dell’intelligenza e della dignità umana portato avanti da anni e anni a Porta a Porta.

Televacca: Benigni e Guccini

martedì 27 novembre 2007

Autunno 1976. Il Benigni del tempo, considerato riduttivamente un Benigni minore, ma in realtà ben ispirato e ruspante, presenta su Rai Due “Onda Libera” (il titolo previsto sarebbe dovuto essere “Televacca”), programma particolarmente provocatorio per la televisione del tempo (e sicuramente anche per quella di oggi). Tra gli ospiti c’è anche un giovane Francesco Guccini, che si diletta prima di tutto nella poesia estemporanea duettando con Benigni, e poi canta una divertente canzone dedicata ai fichi, presente anche in alcuni suoi album.

Per Benigni questo è un periodo particolarmente “vivo”. Soltanto pochi mesi dopo, infatti, sarà impegnato, insieme a Giuseppe Bertolucci, nelle riprese di “Berlinguer ti voglio bene”, il capolavoro! Ma di questo magari parleremo più approfonditamente in futuro. Non mi pare il caso di dedicare a questa pietra miliare soltanto un cantuccio di questo post!

Proiettato nel futuro!

martedì 9 ottobre 2007

Lui sì che aveva capito tutto, e già negli anni ’80 ci presentava la strada verso il benessere e verso un radioso futuro fatto di salumi e di Europa! Ma che dico Europa, ancora di più, cittadini del mondo, cresciuti a pane e salame!

E dovrei guardare i telegiornali?

giovedì 30 agosto 2007

SangueIeri sera, RAI 1, prima il servizio sulla ragazzina assassinata, poi il servizio sulla coppia di guardiani di una villa assassinati. E poi, come se non bastasse un bel servizio che provava a spiegarci perché il primo sia diventato il giallo dell’estate e il secondo no. Un bel servizio per convincermi che dovrei vedere il tg per godermi tutto questo, no?

Bambino psichedelico

venerdì 20 luglio 2007

Che voglia di tornare bambino, con il fantastico mondo di Paul, il cartone animato più psichedelico che ricordi!

Il fantastico mondo di Paul

Paul, Nina, Pakkun e Doppe nel paese delle meraviglie contro Beltsatan e Chinoppi…